13 Reasons Why – Recensione COMPLETA alla stagione 3;

E anche quest’anno ‘13 Reasons Why‘ è stato rilasciato con una stagione che ha spaccato l’opinione pubblica, che ha fatto discutere e ha fatto alzare molti polveroni. ‘13‘ è una di quelle serie che riesce a smuovere TANTO. Una di quelle serie che nonostante tu voglia odiare per determinate scelte fatte, non riesci a fare a meno di vedere. ‘13‘ riesce ad indignare ma anche ad affascinare ed incuriosire. Devo ammettere che questa stagione per me è stato DAVVERO BELLA. Una stagione in cui la moralità e l’integrità di ogni personaggio sono state messe a dura prova spingendoli fino ad un punto di rottura. Ogni personaggio ha fatto un percorso di evoluzione, sia in positivo che in negativo. C’è chi lo ha portato avanti in maniera eccellente, e c’è chi è inesorabilmente caduto. Procediamo con ordine.

L’INTRODUZIONE DEL PERSONAGGI DI ANI

Una delle cose negative di questa stagione è stata l’inserimento di uno dei personaggi PIU’ BRUTTI e FASTIDIOSI che io abbia mai potuto vedere in uno show televisivo (e ne seguo tanti, eh!). Ani dalcognometroppodifficiledascrivere arriva nella serie come se fosse la nuova Hannah Baker della situazione. La sua voce è quella narrante che fa da collante a tutte le storyline, che ci spiega ogni cosa tramite il suo interminabile colloquio con la polizia, un pò come faceva la voce di Hannah nelle prime 2 stagioni. Il problema è che Ani NON è Hannah Baker. Ani è un personaggio ipocrita, odioso, ficcanaso e fastidioso. Arriva nella serie non in punta di piedi ma GETTANDOSI nelle vite di ognuno dei protagonisti e tentando di carpire loro ogni informazione, ogni segreto, ogni cosa. Non è MAI stata totalmente spontanea con nessuno di loro (forse solo con Bryce, il che la dice lunga). Un personaggio che avrebbe dovuto rappresentare quella parte di ragazze forti e che non hanno bisogno del ragazzo di turno che possa salvarle, ma il tutto è stato rappresentato con una miscela di odiosità e di negatività da farmela quasi disprezzare (forse toglierei il quasi). Per prima cosa ha passato TUTTA la stagione indossando la coroncina da Miss Moralista andando a sputare in faccia a TUTTI i suoi dubbi, i suoi sospetti, insinuando in Clay quasiasi cosa pur di farlo sospettare dei suoi amici, delle persone con le quali aveva costruito dei rapporti. Clay è SEMPRE stato un personaggio molto debole e che facilmente riusciva a farsi ‘abbindolare’, e Ani questo lo ha capito SUBITO.

E’ stato grazie ad Ani se Clay ha messo in dubbio il suo splendido rapporto con Justin, quello con Tyler, quello con Jessica. Ani era lì come una zecca fastidiosa pronta ad insinuare in quel povero ragazzo il tarlo del sospetto per qualsiasi azione che uno dei suoi amici commetteva. Stava lì a bacchettare chiunque tenesse nascosto qualcosa riguardo l’omicidio di Bryce, chiunque omettesse particolari più o meno grandi, e il tutto lo faceva con la consapevolezza che lei manteneva uno dei segreti a parer mio più brutti: una relazione segreta con Bryce. Di Bryce ne parlerò più sotto perché è un argomento delicato, complesso, ma posso dire con ASSOLUTA CERTEZZA che Bryce non meritava assolutamente un’altra donna nella sua vita. Bryce non aveva nessun diritto di toccare un’altra ragazzina, e invece non solo lo ha rifatto, ma la ragazza che ha toccato gli ha permesso di farlo più e più volte. Ani aveva ascoltato la storia di Jessica, sapeva cosa aveva fatto Bryce, e non solo a Jessica, ma anche ad Hannah, a Chloe e a chissà quante altre ragazze, eppure lei gli ha permesso di farsi toccare, di farlo entrare dentro di lei. Ani ha rappresentato la sconfitta di tutte quelle ragazze che LOTTANO in un mondo sempre più dominato dal patriarcato, dalla misoginia, dove il coraggio di uscire allo scoperto è sempre difficile da trovare. Ani ha riso in faccia al coraggio di Jessica portandosi non solo a letto il suo stupratore, ma sminuendo le sue orribili azioni apostrofanddole come ‘errori’. Ani ha avuto il coraggio di paragonare dei ripetuti, violenti e orribili stupri a degli ‘errori‘. E ancora più squallido è stato tentare di mettere sullo stesso piano gli errori compiuti da Tyler con ciò che aveva fatto Bryce. Tyler era stato aggredito, preso in giro, una serie di azioni che lo avevano portato ad essere estremamente danneggiato. Bryce non stuprò quelle ragazze solo perchè non aveva niente di meglio da fare. Bryce lo faceva perchè la sua mente malata gli diceva di farlo. Ani avrebbe potuto fare MILLE COSE nella situazioni in cui si trovava, parlargli, provare a scambiarci due parole, e invece ha fatto la più squallida: andarci a letto. Ha permesso ad uno stupratore di baciarla, di toccarla, consapevole di cosa lui fosse. Ogni scena in cui Ani baciava Bryce, o stava a letto con Bryce, era come vedere le varie Jessica, Hannah, Chloe nuovamente stuprate, nuovamente usate e gettate via, era come vedere la forza di quelle donne sbriciolarsi in mille pezzettini a causa di un personaggio, Ani, orribile. Un personaggio che NON meritava tutto lo screentime ricevuto, che NON meritava di essere la voce narrante di una storia che NON era la sua, che NON gli apparteneva. Il personaggio di Ani a parer mio ha macchiato la serie mostrandoci TUTTO ciò che un essere umano non dovrebbe mai essere. Ahimè credo che dovremmo subircela anche nella stagione 4 quindi dovrò trovare in me molta forza e molto coraggio.

BRYCE: UNO STUPRATORE MERITA DI ESSERE AIUTATO?

In questa stagione i produttori dello show hanno astutamente alzato una questione che ha sicuramente scaldato gli animi dei telespettatori, che ha spaccato in due il pubblico. Bryce Walker è stato al centro della stagione 3, e ci hanno voluto mostrare un lato di lui che a noi era ancora sconosciuto. Hanno voluto mostrare a noi pubblico cosa POTREBBE celarsi dietro la vita di un qualcuno che commette uno dei crimini più orribili: lo stupro. Cosa spinge un uomo a stuprare una donna? Cosa scatta in lui da portarlo ad un gesto così ignobile e sporco? Molti di noi ci hanno sempre pensato almeno una volta nella vita. Con il personaggio di Bryce Walker i produttori hanno voluto costruire una backstory per quello stupratore che TUTTI noi abbiamo odiato nelle scorse stagione. Tutta la sua storia ha automaticamente generato la domanda: uno stupratore va perdonato? E’ un discorso difficile, complicato, e lo è ancora di più quando lo stupratore è un ragazzino di 16 anni. Io non potrò MAI giustificare il personaggio di Bryce Walker. Non potrò MAI provare pena per lui. Anche in punto di morte Bryce ha dimostrato quanto fosse disturbato e quanto in fondo fosse un vero bastardo. Per quanto Bryce potesse far uscire alcuni lati della sua umanità, rimaneva sempre una persona con dei SERI PROBLEMI, mentali soprattutto. Io non potrò mai perdonare o dimenticare la cintura dei suoi pantaloni aperti mentre abusava di Jessica Davis, mentre lei si lamentava e gemeva per un dolore che non voleva provare, per un qualcosa che sentiva dentro di lei e che non voleva. I polsi fermi, l’alito di lui che sapeva d’alcool, una scena mostruosa. Non potrò mai dimenticare la mano di Bryce che teneva la testa di Hannah Baker ferma sul marmo freddo e umido della piscina, dove la teneva ferma con forza mentre lei cercava di dimenarsi, di liberarsi dalla morsa di quel mostro mentre però lui con violenza entrava dentro di lei con foga. Non potrò dimenticare l’orribile scelta di Hannah di abbandonarsi a quel che stava subendo perché sapeva di non potergli sfuggire, e il suo sguardo assente, vuoto, il suo voler preferire la morte. Hannah Baker aveva la morte nei suoi occhi. Non potrò dimenticare niente di tutto ciò. E’ inconcepibile anche solo pensarlo. Guardando la stagione 3 però ho anche constatato come Bryce, dopo i fatti accaduti abbia CHIARAMENTE rivelato di avere un problema. Di sentire questa pericolosa necessità di far del male fisicamente durante il sesso, questa voglia di voler indurre il sesso con forza, ma cosa più importante ha spiegato che voleva cambiare, diceva che voleva curarsi, perché sì, un personaggio come il suo era chiaramente malato. Un personaggio senza una figura familiare, cresciuto in una famiglia che non aveva insegnato nulla al proprio figlio: ne valori, ne rispetto, ne bontà. E allora mi chiedo: un ragazzino di 16 anni che ammette chiaramente di aver abusato di alcune ragazze e dice di volersi curare, va aiutato? Forse sì. Penso però che in primis e soprattutto vadano aiutare le vittime. Sono loro quelle che rimarranno con delle ferite dentro che MAI spariranno. Sono loro quelle che devono ricostruire la loro vita fatta a pezzi. Penso che non si potrà mai definire ‘errore’ uno stupro. Ma è pur vero che nel profondo di quel ragazzo che ha commesso quelle atrocità, c’era un ragazzino di 16 anni che voleva provare a curare questo suo disturbo. Un ragazzino che non era un uomo completo, che non aveva vissuto la sua vita, che non sapeva probabilmente NULLA del bene e del male, di giusto e sbagliato, non era completo. Bryce non era un uomo che per puro divertimento aveva abusato di una donna, assolutamente no. Avevamo di fronte un ragazzino malato che aveva compiuto dei crimini orribili ma che però meritava di essere aiutato. L’aiuto che avrebbero dovuto dare a Bryce (e parlo di medici, psichiatri e psicologi, non della gente comune) sarebbe stato quella cosa che avrebbe tracciato la differenza tra un essere umano e una bestia. Non bisogna MAI superare la linea che ci separa dalla moralità, dalla decenza umana. Arrivati all’episodio 13 però questa decenza umana à stata schifosamente superata…

UN FINALE CHE DISTRUGGE OGNI PERSONAGGIO

Ebbene sì, la rivelazione dell’assassino di Bryce Walker manda praticamente in vacca TUTTA la trama costruita in questa stagione 3 soprattutto quella intorno ad ogni singolo personaggio. Alex Standall, personaggio che si è reso simpatico quanto la sabbia nelle mutande, ha fatto fuori Bryce con la complicità di Jessica che inerme è stata lì a gustarsi la scena. Ma non è tutto: nel tentativo di voler parare il culo ai loro amici, tutto il gruppetto si coalizza per fare una delle cose PIU’ IGNOBILI che un essere umano possa fare: far ricadere la colpa su qualcun’altro. Un gesto meschino e sporco che automaticamente macchia OGNUNO DI LORO. Parliamo di Jessica Davis per esempio. Jessica aveva fatto un percorso di crescita STUPENDO. Jessica stava portando avanti una lotta non solo per se stessa ma per OGNI persoma abusata, maltrattata, e non lo stava facendo nella maniera sbagliata, urlando, superando i limiti della decenza, no. Jessica lo stava facendo non con la rabbia di chi odia gli uomini e vuole vederli distrutti. A Jessica non importava farla pagare ai ragazzi che avevano compiuto tali atrocità. A Jessica importava che la gente che aveva subito certi abusi, trovasse coraggio. Il coraggio di far uscire la loro voce raccontando le loro storie. Jessica voleva e ha voluto questo. Jessica ha permesso a tante ragazze e tanti ragazzi di liberarsi di pesi orribili e difficili da portare. Ha permesso loro di scoperchiare dei vasi che per troppo tempo erano stati coperti. Jessica voleva che le loro storie facessero rumore, che scatenassero indignazione, che portassero alla luce OGNI COSA, ma che desse a queste persone il coraggio di rimettere insieme i pezzi della loro vita. Jessica voleva A TUTTI I COSTI essere migliori di quei ragazzi che avevano abusato di lei, di loro. Eppure Jessica Davis è rimasta immobile mentre Alex approfittava di un ragazzo che non poteva difendersi, ne muoversi, ne far nulla. E’ rimasta immobile mentre Alex lo getteva in mare come se fosse semplice spazzatura di cui sbarazzarsi. Jessica Davis. Colei che ha avuto il barbaro coraggio di fare la ramanzina per la piazzata fatta dalle studentesse in chiesa perché: “loro non sono così”. Jessica è stata peggio. Jessica è stata complice dell’omicidio dell’uomo che gli ha distrutto la vita, e a parer mio questa è la cosa PIU’ SBAGLIATA che si possa fare nella vita. Una serie tv che a me sta a molto a cuore m’insegnò una cosa tempo fa, una frase che mi è rimasta impressa e che continua a rimanermi in mente: “Un atto sbagliato fatto per una ragione giusta è sempre un atto sbagliato”, e mai frase fu più vera. Bryce meritava di soffrire, meritava di pagare per tutto l’orrore commesso, ma NON così, e non in quel modo così vigliacco e brutto. Jessica ha macchiato quella bell’anima che aveva fatto uscir fuori con il suo coraggio. Jessica ha sbagliato su tutti i fronti, e subito dopo di lei TUTTI quelli che hanno deciso di insabbiare la cosa.

La scelta di dare ad Alex il ruolo dell’assassino l’ho trovata veramente OSCENA perchè era l’unico personaggio che aveva 0 moventi abbastanza solidi per poter volere Bryce morto. Alex ha deciso di farlo fuori solo per amore della sua Jessica, solo perchè Bryce poco prima di morire aveva osato alzare la voce con Jessica. Una scelta stupida e debole. Ora come ora tutti i personaggi sono allo stesso ivello di un Bryce Walker qualunque. Hanno passato tre stagioni a tentare di dimostrare di essere migliori di quei figli di buona donna quali erano Bryce e Monty. Hanno portato avanto lo slogan: “facciamo uscire la verità” sin da quando Hannah si tolse la vita. Portatori di giustizia, di verità, di moralità, di bontà, e cosa fanno? Incolpano una persona morta che non potrà mai difendersi. Un gesto veramente ignobile. Montgomery era UN PEZZO DI MERDA e su questo non ci sono dubbi. Montgomery meritava di pagare per le sue azioni e la cosa assurda è che lo stava facendo. Montgomery era finito in galera grazie all’estremo coraggio di Tyler e stava pagando come giusto che fosse. Per quale motivo doverlo macchiare di un crimine che non gli apparteneva? In cosa allora tutti gli altri sono diversi da un Bryce che negava di aver stuprato Jessica ed Hannah o da un Monty che negava di aver abusato sessualmente di Tyler? In niente. Sono esattamente sullo stesso piano. Tutto ciò per difendere un amico, per coprire un gesto ignobile. Il limite tra essere umano e bestia loro lo hanno superato, distrutto. Hanno parlato di un circolo di violenza. Un circolo di violenza che secondo loro sarebbe finito con la morte di Bryce e Montgomery. Ma quel circolo di violenza esiste ed esisterà ancora grazie allo schifo che hanno combinato proprio coloro che si definivano i buoni della situazione.

MONTGOMERY: QUANDO LA REPRESSIONE PUO’ DISTRUGGERTI

Montgomery de La Cruz era forse uno dei personaggi PIU’ INTERESSANTI della stagione 3. Avevo ipotizzato la sua omosessualità ahimè successivamente allo stupro ai danni di Tyler. Una persona eterosessuale e soprattutto sana mentalmente non avrebbe MAI commesso un gesto orribile come quello commesso da Montgomery. Monty è sempre stato violento, furioso con tutti, come se ce l’avesse con il mondo intero. Montgomery era omosessuale ma soprattutto era represso. Io non starò qui a giustificare Montgomery perché lui FINO ALLA FINE non ha dimostrato un minimo di pentimento. Monty ha continuato a fare il bastardo fino alla fine, ma credetemi: non è facile accettare totalmente se stessi e vivere sereni. Molti uomini decidono di creare intorno a loro delle trappole sposando delle donne e vivendo per sempre nell’infelicità e nella menzogna pur di non accettarsi. Molte persone decidono di togliersi la vita per il terrore di dover ammettere la proprio omosessualità. Tante altre persone, come Montgomery, rifiutando di accettare loro stessi diventando dei mostri, diventando violenti, aggressivi, quasi malati, complice QUASI SEMPRE una famiglia disagiata, allo sbando. E’ stato raccapricciante la scena del confronto in carcere tra Montgomery e suo padre. Un padre che con la frase “è vero che hai stuprato un ragazzo?” ha fatto capire quanto non fosse tanto lo stupro il problema, anzi quello forse andava anche bene se si trattava di una ragazza. Il terrore del padre era l’idea che suo figlio potesse aver abusato di un ragazzo. A lui non interessava che suo figlio avesse ABUSATO DI UN ESSERE UMANO, no, a lui importava solo sapere il sesso della vittima. Se era donna ok, ma se era uomo è uno schifo, voleva dire che suo figlio era un frocio di merda. Quella scena rappresenta in maniera cruda e dura uno spaccato di realtà che NON bisogna sottovalutare, che molte persone vivono, e il personaggio di Montgomery aveva bisogno di più spazio, di più tempo, aveva bisogno di vivere di più per portarlo alla consapevolezza di se stesso, a migliorarsi, per portarlo a riparare ai suoi errori. Ci sono bastate quelle poche scene con quel cupcake di Winston per vedere un Monty diverso, quasi dolce, un Monty terrorizzato all’idea di accettare se stesso ma che faceva trasparire dai suoi occhi TUTTA LA VOGLIA di provarci, ma anche il terrore per le conseguenze. Monty meritava di vivere e meritava una storia diversa, un epilogo diverso. Spero in una svolta sconvolgente nella stagione 4 che me lo faccia scoprire vivo e vegeto anche perché farlo fuori così off-screen e senza un minimo di phatos è stato bruttissimo, ma non so, vedremo…

ALTRE CONSIDERAZIONI:

  • Ancora più squallido è stato il padre di Alex che ha passato TUTTA la stagione a puntare il dito, a cercare un colpevole, e non appena lo ha trovato e ha scoperto che si trattava di suo figlio, ha mandato a puttane la sua moralità, la sua integrità, macchiando il suo distintivo e la sua carriera. Tutto ciò dovrebbe far capire quanto le situazioni possano cambiare anche la persona più corretta di questo mondo quando c’è di mezzo qualcuno che si ama.

  • Tyler Down rimane il personaggio MIGLIORE della stagione e con un percorso meraviglioso che lo ha portato veramente ad un altro livello. Molti telespettatori si sono spesso lamentati di come la serie trattasse argomenti delicati come lo stupro, il suicidio, il bullismo, eppure la storyline di Tyler è stata trattata con una delicatezza sorprendente, mostrandoci come tutti i ragazzi tentassero di farlo rialzare, anche se a loro non avrebbe dovuto toccarli più di tanto in quanto era un problema di Tyler non loro. Tutti però sono stati lì a tendergli una mano per salvarlo, in primis Clay Jensen. Secondo me non potevano trattare in modo migliore questa storia. Chapeau ai produttori!

 

  • CLAY JENSEN E JUSTIN FOLEY DEVONO AMARSI PER SEMPRE.

Che altro dire ragazzi? Una stagione secondo me NECESSARIA. La storia, dopo che le cassette di Hannah uscirono allo scoperto, non riguardava più lei, ma tutti i personaggi che aveva citato in quelle cassette. Era diventata anche la storia di Jessica, di Clay, di Justin, di Alex, di Zach. Adolescenti come Hannah Baker ma che nascondevano una marea di segreti usciti a galla e che hanno dovuto affrontare. Tutta la storia dii Hannah Baker ha portato a ciò che abbiamo visto in questa stagione 3, ed era giusto che andasse così, così com’è giusto il rinnovo per una stagione 4. Questa storia adesso ha bisogno di una degna conclusione dove la differenza tra buono e cattivo venga distrrutta, dove anche i cosiddetti buoni facciano i conti con le loro azioni, dove il cerchio dovrà chiudersi in un modo o nell’altro, e io sono ansioso di vedere come il tutto finirà. In attesa della stagione finale che secondo me arriverà tra mooooooolto tempo, vi saluto e vi ringrazio per aver letto la recensione. Condividetela e lasciate un commento in modo da discuterne insieme. Vi abbraccio tutti!

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by: Frà Gullo
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